WORK

EVOLUTIO
2020

Nell’ardua impresa di trascrivere I nomi di tutti gli organismi, questi vengono consegnati al lento e inesorabile processo di dissoluzione di una stampa termica: il momento della nascita altro non è che il primo movimento verso l’estinzione. Non vi è nessuna specie destinata a una “magnifica sorte progressiva”, solo uno sperimentare contingente di forme che, “con lieve moto”, in un momento vengono semplicemente annullate. Ed è su questo continuo ciclo di tabulae rasae che si reinventa la creazione. “Quello che stupisce della vita non è che scompaia ma che persista” M. Sandal

Slowly and inexorably, all organism’s names wrote with a thermal printer go toward a dissolution process: birth is nothing but the first step towards extinction. No species is destined for a “magnificent and progressive fate”, life is just a contingent experimenting with forms that “with a slight movement” can be easily erased. On this incessant cycle of tabulae rasae creation reinvents itself. “What is amazing about life is not that it disappears but that it persists” M. Sandal

N POSSIBILITY
2020

Un po’ di possibile, sennò soffoco
Gilles Deleuze

Tenui ipotesi di mondi emergono sulle pagine monocrome e vuote di un volume attraverso un inserto di caratteri trasferibili. Elementi semplici come gli atomi, le lettere, combinandosi e disponendosi tra loro in maniera diversa, formano parole, concetti e, attraverso questi, ampliano le prospettive di lettura della realtà. Il chroma key, il colore su cui tutto (o quasi) si può avverare, evoca un numero indefinito e potenzialmente illimitato di possibili soluzioni.

Something possible, otherwise I will suffocate
Gilles Deleuze

Feeble world hypothesis appear on an empty and monochrome book; between its pages is a transfer lettering sheet. Simple as atoms, letters, combining always differently, can make words and concepts and through them can wide the perspective of reality. Chroma key, the colour on which (almost) everything may happen, evokes an indefinite and potentially unlimited number of possible solutions.

TAPIS ROULANT
2020

Una stasi mobile e un movimento stazionario si fondono in un unico oggetto per riprodurre un universo simbolico in continuo transito. Oltre questa soglia, una porzione di spazio sempre nuova rende il cammino senza spostamento un modo per immaginare ovunque un approdo. I motivi ornamentali di un tappeto persiano, sfondando le simboliche mura di cinta, si fanno sinuosi ponti tra gli estremi e evocano la possibilità di un radicamento effimero e pervasivo.

A moving stasis and a stationary movement merge together to form an object that reproduces a symbolic universe constantly changing. Beyond this threshold, an always new portion of space makes the walking in the same place a way for imaging an everywhere landing. The pattern of a Persian carpet, breaking the symbolic boundary walls, is a sinuous bridge that connects extremities and evokes the possibility of a pervasive and ephemeral rooting.

UROBOROS
2020

Sulla cima di un’impalcatura si moltiplica l’immagine di un’ascensione ripresa dal basso in simultanea al movimento. Il porre in alto ciò che ci aspetterebbe di trovare in basso determina un’alterazione della verticalità, la curva. L’immagine si rincorre come un uroboro, anch’egli elemento oblungo deformato dalla circolarità della realtà.

On the top of a structure the image of ascension recorded from the bottom is simultaneously projected with the real movement. Putting on the top what is supposed to be on the bottom determines a distortion of verticality: it is bowed like an Ouroboros, an oblong element bent by a round reality.

LINE RULE
2020

Un traccialinee impresso su una bandiera si sovrappone tenuemente al paesaggio. Deformandosi nel moto ventoso, questo segno non disegna più confini netti tra le cose: non c’è né contrapposizione, né contraddizione, solo una realtà mutevole e inafferrabile. Emerge un mondo pullulante in cui
ogni certezza, si scopre debole come un’impronta sulla battigia. La trasformazione è la costante: in fondo, non è anche la linea il risultato di un punto in movimento?

A line rule printed on a flag tenuously overlaps the surrounding. Warping in the wind, this mark does not make clear borders between things anymore: there is neither contraposition, nor contradiction, just a variable and elusive reality. A swarming world comes to light where all certainty is now weak as a furrow on the shoreline. Changing is permanent: after all, a line is nothing else than flowing points.

WU JI
2020

in collaborazione con Valerio Mattiacci

in collaboration with Valerio Mattiacci

Wu Ji nasce dalla necessità di non fare niente.
Wu Ji intende il vuoto come funzione costitutiva dell’essere.
Wu Ji è un dispositivo rifinito in ogni dettaglio per sperimentare l’efficacia dell’inattività.
Wu Ji è un rimedio contro l’athazagorafobia.

Wu Ji arises from the need to do nothing.
Wu Ji means the emptiness as fundamental function of being.
Wu Ji is a device through which is possible to experience the effectiveness of inactivity.
Wu Ji is remedy for athazagoraphobia.

LA ZONA
2019

La paradossale condizione di chi si sposta risiede nel fatto che, se da un lato si è mossi dal desiderio di cambiamento, dall’altro, si tenta continuamente di rintracciare gli elementi essenziali del luogo di appartenenza. È un andare verso un altrove cercando di restare qui. Tutto ciò si palesa chiaramente nella formula ESI (Earth Similarity Index), che serve, appunto, per calcolare il grado di somiglianza degli altri pianeti rispetto alla Terra. Riprendendo i fattori di cui si compone tale formula, si è creato un html non funzionante, ovvero un habitat informatico, un mondo ideale che, in quanto tale, risulta irraggiungibile. Come nella “zona” della celebre pellicola di Tarkowskij, un sottile telo in pvc diventa un luogo da percepire come lontano e su cui proiettare tutte le aspettative di felicità.

People who move are driven by the desire of changing and, at the same time, the spasmodic research of the essential elements of homeland.
It is like moving elsewhere trying to stay here.
That’s what the ESI (Earth Similarity Index) seems to suggest, since it is for calculating how similar a planetary-mass object or natural satellite is to Earth. Using the formula we have created a non-functioning html, that is to say, a virtual habitat, an ideal world that, as such, is unreachable.
As in the “Zone” of the renowned Tarkowskij’s movie, a thin pvc sheet becomes a far place on which projecting expectations.

OASI
2019

All’interno dell’oasi San Felice è stata prelevata una zolla di terreno di 1m² che, posta su di una lastra di ferro in sospensione, si fa nuovo micro ambiente dagli equilibri precari. La parola “oasi” rimanda a luoghi gradevoli e incontaminati, santuari che si proteggono da ogni intrusione umana. In realtà, si tratta di nicchie vitali autosostenibili create grazie anche all’intervento umano. Calzanti, a tal proposito, le parole di Umberto Eco: “la natura vive in quanto operata dall’uomo, definita dall’uomo, prolungata e modificata dall’uomo, […] e l’uomo esiste in quanto una particolare maniera di emergenza della natura, una forma di emergenza attiva e modificante”.

In a natural oasis a 1m² clod of earth has been removed and has been put on a iron plate. Hanging between four threes, it becomes a sort of new micro-environment in a precarious balance. The word “oasis” evokes pleasant uncontaminated places, sanctuaries protected from any human intrusion. Actually, they are “the combination of a human settlement and a cultivated area”. As Umberto Eco wrote: “Nature lives as worked determined, modified by humans, […] and humans are a specific form of Nature to become manifest, an active and modifying form”.

DERIVA
2019

“Incerto tempore … incertisque loci”
Lucrezio

La meccanica quantistica ha ridisegnato un mondo in cui probabilità ed indeterminismo sono nel cuore dell’evoluzione delle cose. La contemporaneità ha assorbito tali categorie come struttura sui cui organizzare l’esistenza, di cui sono, a un tempo, attrattiva principale e disperazione. Ecco allora che anche un elemento stabile come dovrebbe essere l’ubicazione di una via di fuga, si concede alla discontinuità. L’intervento consiste in un oggetto galleggiante che, indicando un passaggio sotterraneo attraverso una scala, fluttua all’interno del fossato, trovando di volta in volta una sistemazione che non è possibile prevedere.

According to quantum mechanics probability and indeterminism are the foundation of this world, and this seems to be the main attraction and anguish for humans. This results in the idea that a stable element is part of the discontinuity.
The installation is suggestive of floating stairs and its unpredictable position is a result of continuous change.

HORTUS CONCLUSUS
2019

e vivere è un minuscolo posto nel mondo dove stare in giardino“.
 Mattino,  Pierluigi Cappello

Una superficie in cemento che si protende verso il paesaggio circostante con il quale è in contrasto e da cui tuttavia viene assorbito, diventa metafora dei versi di Cappello, trasformandosi in un giardino. Questo si compone di frammenti di piastrelle reperiti nelle case disabitate del centro storico di Palomonte, divenendone quasi emanazione, e riporta lo schema dei motivi ornamentali dei tappeti persiani. L’immersione nelle ferite del paese ha determinato la scelta di creare un disegno di giardino, entro le cui linee esili la flora spontanea ritroverà spazio, andando a creare un vero e proprio hortus conclusus.

A concrete surface that juts out toward the surroundings with which is in contrast, but from which is absorbed becoming a garden. The artwork is comprised of tile’s fragments found in the abandoned houses, that become an emanation of Palomonte old town, and shows the pattern of the ornamental motifs of the persian rugs.
The immersion in the wounds of the town has led the choose of a garden design, in which the flora will find space in the slight lines, going to create a proper hortus conclusus.

PIXEL
2019

Componenti elementari di un’immagine, i pixel si prestano come sintesi perfetta del concetto d’insieme: singole unità contribuiscono in maniera tanto minima quanto indispensabile alla visione organica. Mutuando tale suggestione dal mondo dell’informatica, è stato chiesto agli abitanti di Salerno di donare un piatto di propria appartenenza, elemento intimo, simbolo di convivialità, capace di trasformare uno spazio inerte in dimora. Attraverso il gioco di riflessi creato dall’acqua contenuta all’interno di questi semplici elementi, Pixel ricompone l’immagine della Chiesa di San Sebastiano del Monte dei Morti di Salerno.

The elementary components of an image, the pixels function as a perfect symbol of the concept of togetherness: single units contribute in a small but indispensable way to the vision. Following this idea, the inhabitants of Salerno, were asked to donate a plate of their own as a personal element and symbol of conviviality, capable of transforming an inert space into symbolic home. Through the play of reflections created by the water in the plates, the Pixel reconstitutes the image of San Sebastiano del Monte dei Morti church in Salerno.

APPRODI
2018

Quali paesaggi si celano dietro la semplice geometria di una linea d’orizzonte? Sono punti d’approdo o un qualcosa a cui si tende? Due orizzonti ripresi da coste contrapposte si traducono in immagini praticamente uguali che, tuttavia, racchiudono realtà completamente diverse.

What landscapes are behind the elementary structure of a horizon line? Is it a landing place or just something we desire to reach? Two pictures of horizons seen from two counterposed coasts are rather identical, but they contain completely different situations.

LOST IN TRANSLATION
2018

L’installazione si articola in un soppalco investito da una luce fredda in cui si odono le voci di persone che, nelle loro lingue madri, elencano coordinate di aeroporti, e una proiezione a parete che riporta il risultato dell’ascolto di google translator dei suddetti dati. Il passaggio all’interno dell’aeroporto avviene in una condizione di perenne proiezione verso la meta da raggiungere. Il concetto di errore viene sottratto dalla sua definizione negativa, aprendosi alla possibilità di creazione di nuovi luoghi.

The installation consists in a mezzanine with a cold light illumination inside where is possible to hear voices of many native speakers that, in their own languages, list airports coordinates, and a wall projection that shows the result of the google translator’s listening of the aforementioned data. We walk is the airports continuously projected to our destinations. Here mistakes are not negative as usual, they offer the possibility to create new places.

ESILIO
2017

Pur nella loro staticità, le architetture sembrano essere capaci di dilatare le proprie aperture per impregnarsi delle storie e degli umori delle persone che le abitano e le vivono. Sulla scia di tale suggestione, si è voluto interpretare i carotaggi non come semplici residui di inerte materia, ma come frammenti di storia, di superfici che hanno visto il tempo e lo raccontano attraverso le loro stratificazioni. Queste trame distaccate dalla loro abituale narrazione di residenza, divengono metafora di un esilio inteso come possibilità di ricontestualizzarsi per aprirsi a nuove letture. L’installazione si articola in un numero variabile di carotaggi e crea una forma architettonica nuova che si trova in una dimensione sospesa tra la contemplazione dell’antico e dell’abuso edilizio, tra la nostalgia di un passato ideale e l’immaginazione di futuri possibili.

Even if they are static, architectures seem to be capable of imbuing themselves with the stories and the existences of the people that live in them. In the wake of this suggestion, we interpreted core drillings not like mere remains of inert substance, but like fragments of past events, surfaces that have witnessed the time and are telling it through stratifications. Given that those elements being detached from their usual place, they might be read in a different way. The installation consists of a variable number of core drillings and creates a new architectonical shape that is suspended between contemplation of antiquity and urbanisation abuse, between the longing for an ideal past and a projection of possible futures.

PATIENS
2017

Uno spioncino in cui guardare un’alternanza di scene: cosa accadrà? Accadrà qualcosa? A tali domande può trovare risposta il paziente fruitore invitato a sbirciare all’interno di una scatola. Chiediamo di prestare attenzione, tempo e una curiosità quasi voyeuristica. Chiediamo un atto di speranza che potrebbe essere deluso. Ma l’amarezza della frustrazione, del dolore, sembra accompagnare il concetto del pazientare sin dalle sue radici etimologiche: patire. Ci consegniamo quindi all’imprevedibilità e alla sopportazione dell’attesa, ne varrà la pena?

Look through the peephole a sequence of scenes: What will happen? Will something happen? those questions can find answers from the patient users invited to peek through a box. We ask to pay attention, time and a voyeuristic curiosity. We ask for hope that could fail. But the bitterness of the frustration and the sorrow, seems to be associated with the concept of bearing from the etymological origin: patire. We deliver ourselves to the umpredictable and to the endurance of the wait, is it worth it?